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Costanzo Gatta

Cöntem sö

Fatti, fattacci e fatterelli delle genti bresciane

15.00

Categoria:
Collana: Nel cassetto della memoria - N. 1
Introduzione: Eugenio Massetti
Illustrazioni: Lella Viola
Formato: 148x210x22 mm - pp. 264 - illustrato b/n - copertina con alette su Modigliani
Edizione: 2003 - Seconda edizione 2004
ISBN: 88-8486-079-2
Product ID: 1864

Descrizione

Questo libro che ho voluto pubblicare è un duplice omaggio: alla bella terra bresciana e alla buona volontà dell’amico Costanzo Gatta.
Anche se il mestiere di giornalista ha portato Gatta altrove egli non ha mancato per 40 anni di raggranellare le storie bresciane, episodi, aneddoti, curiosità, leggende della sua provincia. Lo ha fatto nei ritagli di tempo, con pazienza e amore. E gli sta bene quello pseudonimo di Galdino junior, rubato a suo padre Alfredo, il Galdino del Giornale di Brescia che raccoglieva noci per il convento della cronaca, proprio come il fraticello di manzoniana memoria.
Gatta jr ha accumulato appunti, fogli e foglietti e ore di registrazioni. Così facendo ha annotato, giorno dopo giorno, brandelli di storia, grande o piccola che sia. le spigolature ora escono dal cassetto della sua memoria per diventare pagina. Il risultato?
Brevi racconti, alla spiccia, restituiti con il linguaggio della gente semplice che racconta e tramanda senza preoccupazioni di consecuzio, senza fiori e belletti, senza sfoggi di eloquenza. Un poco in dialetto e un poco in italiano o itagliacano.
Scoprire l’origine dei nostri detti e delle tradizioni più antiche ha un significato profondo e molto suggestivo.
Oggi pronunciamo frasi fatte, tramandate da generazione in generazione, perché fanno parte del nostro bagaglio culturale ma delle quali conosciamo molto poco.
Leggere questo testo è stato per me come ripercorrere un viaggio già trascorso ma questa volta con gli occhi aperti, osservando attentamente tutto quello che da un finestrino di un treno si può scorgere durante il tragitto.
“Cöntem sö. Fatti, fattacci e fatterelli delle genti bresciane” ci riporta indietro nel tempo e ci permette di capire i tanti modi di dire contemporanei che hanno dietro di loro una storia così particolare da farli sopravvivere fino ai giorni nostri.
(Eugenio Massetti)