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Silvia Elena Maffi

Bella Guagliona Nuostra

Diario di Maria Sofia l’ultima Regina delle Due Sicilie

16.00

Categoria:
Collana: Narrativa nr. 60
Prefazione: Marco Basile
Formato: 145x210x10 mm - pp. 248 - copertina con alette plastificazione opaca
Edizione: 2019
ISBN: 978-88-8486-777-3
Product ID: 3291

Descrizione

Troppe volte quando pensiamo al “nostro” Risorgimento ci dimentichiamo del ruolo che ebbero le donne e forse siamo indotti a fare ciò per buona parte della storia. Questo libro invece cerca di riparare al torto raccontando la straordinaria vicenda umana e storica di Maria Sofia, ultima regina di Napoli, della quale i libri fanno menzione per lo più per l’impegno profuso con slancio e generosità sui bastioni della rocca di Gaeta.
Silvia Maffi ha il pregio di saperci condurre con eleganza di stile fra le pieghe del cuore di questa donna, divenuta regina poco più che bambina, proveniente da una realtà tanto diversa da quella napoletana, che seppe farsi napoletana nell’anima tanto da restarlo per tutti i giorni della sua vita.
Forse l’immagine edulcorata della sorella Sissi, imperatrice d’Austria, celebrata dal cinema del secolo scorso, ne ha offuscato il ricordo, ma questo libro ci ridona tutta la reale e umanissima natura, tutte le passioni, gli slanci, i turbamenti, i sogni, le delusioni che fanno della protagonista un’anima particolarissima del Risorgimento italiano che forse andrebbe riscritto. Siamo troppe volte infatti portati a guardare la storia da parte dei vincitori e facciamo questo soprattutto per il Risorgimento dimenticando che dall’altra parte c’erano fratelli italiani.
Abbiamo l’idea, e forse siamo stati educati a pensarlo, che il “sogno” unitario fosse per tutti quello sabaudo e ancora poco sappiamo della reale aspirazione delle masse.
Maria Sofia non accettò di essere la moglie remissiva e accondiscendente, ma volle esprimere a gran voce il suo animo tempestoso e passionale, seppe sentirsi non regina straniera di un popolo così diverso come lo era quello napoletano, ma volle essere napoletana, “guagliona” come le tante di cui la storia non ci parlerà, che amarono il loro re e la loro Napoli e che sentirono quella “unità” come un’usurpazione.