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Fausto Formenti

La Pia Opera delle Figlie Derelitte e la beneficenza a Chiari tra Otto e Novecento

Fondazione Bertinotti Formenti

20.00

Categoria:
Prefazione: Bernardo Scaglia
Premessa: Renato Franzoglio
Formato: 165x240x15 mm - pp. 232 - illustrato b/n - copertina con alette lunghe plastificazione opaca
Edizione: 2015
ISBN: 978-88-8486-638-7
Product ID: 3019

Descrizione

La Fondazione Bertinotti-Formenti ha raccolto l’eredità di don Francesco Bertinotti, fondatore con Adelaide Salimbeni dell’Istituto Derelitte, e di don Livio Formenti, fondatore dell’Orfanotrofio maschile. All’eredità morale che impegna la Fondazione nell’offerta di risposte e soluzioni a situazioni di disagio e disabilità, si è accompagnata una eredità concreta di risorse patrimoniali (costituitesi nel tempo grazie alla generosità dei clarensi), che ha permesso alla Fondazione Bertinotti- Formenti di ristrutturare le due sedi storiche dove continua, grazie agli accreditamenti della Regione Lombardia (sicuro indice di affidabilità della Fondazione), a offrire accoglienza e assistenza, in conformità con la volontà e con l’ispirazione cristiana dei Fondatori.
La Fondazione, responsabile della conservazione dei beni culturali (quali sono gli archivi) di cui è depositaria, ha avviato un progetto di valorizzazione degli archivi storici il cui riordino, con la supervisione della Soprintendenza archivistica regionale, è ormai in fase di ultimazione. Degno coronamento di questo progetto di valorizzazione è la storia del Pio istituto Derelitte, che Fausto Formenti ha potuto ricostruire grazie al recupero e riordino dell’archivio storico della Pia Opera. Questo libro è una solida, vivace ricostruzione storica dell’Opera Pia e del contesto storico ed economico-sociale di cui è stata parte. Non iniziativa isolata, dunque, ma espressione di una eccezionale fioritura di istituzioni benefiche cui, durante l’Ottocento, i clarensi hanno saputo dar vita, grazie alla caritatevole intraprendenza di alcuni uomini e donne dalla tempra singolare, assecondati dalla grandiosa generosità dei concittadini. Il nostro passato ci segue come un’ombra, afferma l’autore alla fine della prima parte. Il confronto con un passato generoso dovrebbe essere, per i clarensi, motivo di orgoglio e di emulazione; e di stimolo per coloro che assumono responsabilità pubbliche.