Descrizione
Ci sono luoghi che appartengono alla geografia di un territorio, poi ci sono luoghi che appartengono alla sua anima e il Monte di Mazzano è uno di questi.
Questo libro racconta non solo la storia del Gruppo Alpini, fondato nel 1926, ma la storia di una comunità che ha saputo immaginare il futuro e costruirlo con le proprie mani. Racconta una scelta amministrativa coraggiosa, lungimirante e condivisa: acquisire il Monte per restituirlo ai suoi cittadini, trasformandolo da luogo di attività di cava, ormai cessata, in bene comune.
Non fu soltanto un atto tecnico. Fu una decisione che guardava avanti, che riconosceva in quello spazio – ultima soglia tra la pianura e le montagne bresciane – un luogo identitario da tutelare e valorizzare.
In quella visione si inserì con determinazione il Gruppo Alpini di Mazzano.
Quella che nel libro viene definita, con affetto, una “folle impresa” fu in realtà un’opera di straordinaria concretezza. Per quattro anni, molti alpini si alternarono sul monte: dopo il lavoro in fabbrica, nei cantieri, nei campi, salivano la sera, il sabato, la domenica; con poche risorse economiche, ma con una volontà incrollabile, costruirono la sede e la chiesetta.
Attorno a loro, una comunità intera: famiglie, volontari, imprese sostennero silenziosamente ma con forza quel progetto. Non è stato solo un cantiere. È stato un gesto collettivo di appartenenza.

