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A cura di: Claudio Zanier

Il Diario di Pompeo Mazzocchi

1829 – 1915

15.00

Categoria:
Presentazione: Il Consiglio della Fondazione Pompeo e Cesare Mazzocchi
Prefazione: Antonio Fappani
Introduzione: Claudio Zanier
Premessa: Cesare Massetti
Formato: 167x240x15 mm - pp. 240 - illustrato colori e b/n - copertina con alette su Modigliani
Edizione: 2003
ISBN: 88-8486-071-7
Product ID: 1916

Descrizione

In seguito alla pubblicazione del libro “La vita e i viaggi” di Pompeo Mazzocchi, la Fondazione ha ricevuto l’invito a partecipare, nell’autunno del 2001, nell’ambito della manifestazione “Italia in Giappone”, ad una mostra che si è tenuta al Nippon Silk Center a Maebashi (Giappone) incentrata sulla figura di Pompeo Mazzocchi e dei semai italiani. In quella occasione, visto il notevole interesse e rispetto con cui vengono ricordate in Giappone queste figure ed in particolare quella di Pompeo Mazzocchi, è nata in noi l’idea di pubblicarne le memorie, che tutti chiamano ormai Diario, rimaste sinora chiuse nei cassetti della Fondazione, per far conoscere ad un pubblico più vasto la storia di questo nostro concittadino ancora praticamente sconosciuto.
La pubblicazione del Diario di Pompeo Mazzocchi, in occasione del 25° anniversario di apertura della Casa Albergo di Coccaglio, vuole essere anche un doveroso riconoscimento ad un nostro concittadino che attraverso numerosi viaggi in Giappone, effettuati nella seconda metà dell’ottocento, alla ricerca del seme-bachi, ha saputo accumulare notevoli risorse economiche; risorse che per volontà di suo figlio Cesare hanno permesso la realizzazione di strutture per l’assistenza delle persone anziane delle comunità di Coccaglio e Torbole Casaglia.
La pubblicazione del Diario di Pompeo Mazzocchi offre la possibilità al più vasto pubblico di conoscere direttamente un testo di particolare valore storico e di grande rilevanza, non solo per l’ambito della provincia, ma assai oltre.
Le memorie di Pompeo Mazzocchi, illuminanti sui meccanismi familiari e sociali, e sulle scelte imprenditoriali che consentono la robusta ascesa economica del ceto medio nella provincia bresciana nel corso dell’800, gettano allo stesso tempo una vivida luce sulle proiezioni internazionali ed intercontinentali cui sono obbligati i membri di quel ceto, attraverso la loro partecipazione al ciclo produttivo della seta ed in conseguenza della profonda e perdurante crisi causata per oltre un ventennio dall’epidemia della “pebrina” che colpì gli allevamenti dei bachi da seta in tutto il Mediterraneo e nell’Oriente.