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Roberto Chiarini - Elena Pala

Brescia motore di modernità

«né futurista né passatista»

18.00

Categoria:
Prefazione: Enzo Cibaldi - Andrea Arcai - Mimmo Paterlini
Introduzione: Gli Autori
Formato: 210x210x8 mm - pp. 84 - illustrato colori - copertina rigida con alette lunghe
Edizione: 2009
ISBN: 978-88-8486-394-2
Product ID: 2328

Descrizione

Il centenario del futurismo (1909-2009) ha risvegliato uno straordinario interesse in Italia e in Europa che al movimento di Marinetti hanno dedicato rassegne, eventi e pubblicazioni. Il tratto precipuo delle manifestazioni è stata una rivisitazione/rivalutazione della novità che il futurismo ha rappresentato nella vita culturale, artistica e letteraria (non solo a livello nazionale) alla vigilia della prima guerra mondiale.
Oltre alle rotture introdotte dall’avanguardia futurista nelle arti (dalla pittura alla scultura, dalla letteratura al teatro, dalla musica alla danza, dalla fotografia al cinema, persino alla gastronomia) l’accento è stato posto in particolare sul suo prorompente e seducente messaggio di modernità consegnato all’intera società europea.
Minore attenzione è stata riservata invece all’impatto che queste sollecitazioni culturali hanno avuto nel più lungo periodo sulla società, oltre le provocazioni platealmente lanciate nel momento più caldo e febbrile della frenetica attività dei futuristi concentratasi tra il 1909 e il 1919.
Chi sfoglia le pagine di questo libretto non troverà la storia degli epigoni locali dell’avanguardia futurista, peraltro di scarso rilievo e di modesta influenza. Conoscerà invece – oltre all’effervescenza del momento – l’anelito alla modernità di cui il futurismo voleva essere l’ala marciante, e insieme scoprirà i frutti copiosi sedimentatisi nel corso di mezzo secolo nella società locale. Una società i cui caratteri originari e permanenti sono la refrattarietà alle rotture rivoluzionarie e la vocazione a costruire il futuro attraverso la virtù della laboriosità, dell’intraprendenza, dell’inventiva.
Senza trascurare le apparizioni, le incursioni, insomma gli “eventi” di marca prettamente futurista (quali le Serate futuriste, le visite al Vittoriale di Filippo Tommaso Marinetti, l’adesione dei patrioti bresciani – con lo scoppio della Grande Guerra – al Battaglione Volontari Ciclisti, la rivista “Brescia” del futurista Carlo Belli, l’entusiasmo della Leonessa alla trasvolata atlantica Italia-Brasile del 1931) il libro mira ad illustrare le modalità concrete con cui Brescia, secondando la sua spiccata vocazione al «fare», ha espresso e interpretato, a modo suo, il messaggio della modernità lanciato dal futurismo, materializzatosi nella Coppa Florio del 1907, nel Circuito Aereo Internazionale di Montichiari del 1909, nella Scuola del Reparto Alta Velocità di idrovolanti a Desenzano degli anni ’20-’30, nella prestigiosa Mille Miglia del 1927.
Futurismo e velocità: un binomio motore della modernità, che abbiamo affrontato cercando di illustrare insieme la sedimentazione bresciana del futurismo e i due simboli della modernità: l’automobile e l’aereo. Sono questi i «motori» che adottarono allora lo spirito agonistico come principio di una nuova etica, per i singoli e per la collettività, e che esaltarono la categoria della velocità, mito per eccellenza dei tempi moderni.