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José Enrique Briceño Berrú

Dall’Amor Profano all’Amor Sublime

Poesie

10.35

Categoria:
Collana: Arte e pensiero - nr. 10
Presentazione: Giuliana Fantoni
Prefazione: Italo Francesco Baldo
Illustrazioni: Massimiliana Bettiol
Formato: 145x210x12 mm - pp. 180 - illustrato b/n - copertina con alette su Modigliani
Edizione: 2001
ISBN: 88-8486-012-1
Product ID: 1688

Descrizione

È un percorso attraverso i sentimenti, quello lungo il quale ci conduce la poesia di José Enrique Briceño Berrú.
Si comincia con l’amore per una donna, o per la donna, e si conclude con l’amicizia, profonda e imperitura, per il fratello morto.
Si comincia con il fervore e l’entusiasmo della scoperta dell’altro, della relazione con l’altro e si conclude con il momento in cui la relazione con l’altro sembra negata dalla blasfema realtà di una morte ingiusta.
Ma il confronto con la morte di chi ci è caro, ancorché ferocemente e inutilmente ucciso, vuol dire sentirsi più forti della morte stessa; occorre però, attingere dentro noi stessi, dal bagaglio della nostra esperienza interiore, questa forza e questa certezza.
Questa raccolta di poesie di José Enrique Briceño Berrú “Del Amor Profano al Amor Sublime” ci offre una nuova occasione per comprendere che la poesia è essenzialmente un dono che comunica un messaggio universale, perché essa non si limita a proporre un particolarissimo stato d’animo di un uomo, ma quello che ogni uomo ha provato, prova e proverà.
In ogni caso, è da rilevare che la poesia è una risposta al problema vitale del “dire” la propria interiorizzazione attraverso un’apertura al dialogo che coinvolge due mondi: quello del poeta e quello del lettore. Per questo motivo: brevi debbono essere le parole per presentare la poesia che, essendo l’espressione umana più esigente, richiede sempre un rapporto diretto, unico e irripetibile. Infatti, il lettore ricerca il significato e il valore della poesia, e si avvolge, quando essa è autentica, nel piacere che si traduce dapprima in rilettura e infine, in memoria che non rappresenta la storicizzazione del poeta, ma la sua possibilità di rimanere come atto che suscita l’immaginazione poetica, avvincendo esemplarmente il lettore nel mondo della vera fruizione poetica.