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Luisa M. C. Sala

C’era una volta nel castello di Maclodio

Francesco Bussone “Il Carmagnola”

8.00

Categoria:
Collana: I castelli tra storia e leggenda - nr. 1
Prefazione: Enrico Mirani
Contributi: Ideazione: Eugenio Massetti
Formato: 115x180x6 mm - pp. 40 - copertina con alette lunghe plastificazione opaca
Edizione: 2007
ISBN: 978-88-8486-260-0
Product ID: 2234

Descrizione

Da figlio di contadini destinato ad un’esistenza povera ed anonima a famoso e blasonato condottiero. Di tutto si può dire su Francesco Bussone meno che abbia consumato una vita noiosa e banale, tanto da costituire una figura ancora sospesa fra la storia e la leggenda.
Molti episodi della sua biografia, a cominciare dall’epilogo – le accuse di tradimento, il processo, l’esecuzione ad opera della Serenissima – sono avvolti nel mistero, considerata la scarsità di documenti. E data, anche, la complessità del personaggio, grande uomo d’armi non altrettanto provato nell’arte della politica, così difficile specialmente nelle corti di allora.
Una cosa, comunque, è certa: Francesco Bussone divenne il Conte di Carmagnola (storia e leggenda) grazie a se stesso. Ambizione, intelligenza, esperienza, perizia nell’arte (la guerra purtroppo: ma è anch’essa un aspetto della vita) furono gli strumenti della sua affermazione.
Ognuno può essere padrone del suo destino: la fortuna (oppure il caso o la provvidenza: chiamatela come volete) ci mettono lo zampino. Innanzitutto, però, occorre aiutarsi da sé…
Il racconto di Luisa M. C. Sala, abbracciando la leggenda, ci avvicina all’animo di quest’uomo, nel quale la nobiltà non discende dai geni, ma dal genio.
Ci presenta la parabola di una personalità che scelse di essere indomabile, indipen-dente, tutta d’un pezzo: inevitabilmente pagandone lo scotto. Perché i potenti presentano sempre il conto a coloro i quali osano sfidarli con le armi o – peggio – con la libertà dell’anima, rifiutando d’essere loro schiavi.
Quelli restano nei libri di storia, questi entrano anche nella leggenda. Come il Conte di Carmagnola dell’autrice, diventato grande inseguendo il sogno della grandezza, caduto per l’invidia che essa suscita nei meschini.
Luisa M. C. Sala celebra l’epopea del condottiero, lo colloca nella memoria ma anche nel cuore dei lettori, lo restituisce a una dimensione umana. Fissa il suo ricordo legandolo a Maclodio, dove ottenne la sua vittoria più bella e famosa.
(Enrico Mirani, Giornalista, scrittore)