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Giovanni Mambreani

Una filosofia della villa bresciana

L’ideologia della villa extraurbana nel territorio della Provincia di Brescia dal Rinascimento alla fine del XVIII secolo nel rapporto con l’art, l’uomo e la Natura

40.00

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Prefazione: Ruggero Boschi
Introduzione: Giovanni Mambreani
Formato: 218x310x23 mm - pp. 256 - illustrato colori - copertina rigida cartonata + sovracoperta plastificazione opaca
Edizione: 2009
ISBN: 978-88-8486-350-8
Product ID: 2258

Descrizione

Non è difficile imbattersi, semplicemente vagando per la pianura bresciana in una qualsiasi ed imprecisata direzione, in alcuni dei molteplici esempi di villa campestre. A volte nelle vicinanze della strada, quindi ben visibili, a volte quasi nascoste dalla vegetazione di parchi e giardini; a volte più o meno sperdute nei campi, lontane dalle principali vie di comunicazione, raggiungibili solo tramite strade sterrate o viottoli erbosi, ville e palazzi di campagna si scorgono in lontananza verso l’orizzonte, la visione stemperata nella umida bruma che si leva dalla terra, o celate in parte dalle fronde degli alberi…

Quest’opera di Giovanni Mambreani viene a colmare una singolare disattenzione che inspiegabilmente aveva colpito fino ad ora quella singolare forma architettonica-artistica e sociale che anche in Provincia di Brescia aveva avuto esempi di grande rilievo.
Si tratta di un lavoro che, come è evidente già dal titolo, affronta a vastissimo raggio e a grande profondità gli infiniti coinvolgimenti di valori, di rimandi, di assonanze, indispensabili per la comprensione di quello che, più che essere un aspetto rappresentativo di un genere architettonico, si rivela testimone di una particolarissima etica di vita per un periodo sufficientemente lungo e significativo.
Questo non toglie il merito al libro di presentare una grande quantità di esempi evidenziati per zone geografiche e per tipologie, ma l’obiettivo reale è spostato molto più avanti nel tentativo perfettamente riuscito di mostrare la “villa” come un fenomeno fortemente complesso, solo occasionalmente architettonico e figurativo, rappresentativo di una particolare filosofia esistenziale che prende origine dall’aspirazione di ricreare e recuperare le condizioni idealizzate di un mondo antico classico romano, dei suoi rapporti con i miti e le virtù. Di raccontare la “villa” come supporto di quella teorizzazione diffusa dalla manualistica agraria, di una agricoltura, la Santa Agricoltura, dove la praticità si fonde e si confonde con la sacralità. Di indagare soprattutto i difficili, ma sempre presenti, rapporti tra le diverse discipline, tra architettura e scultura, tra architettura e pittura, architettura e poesia, architettura e musica, dove ogni disciplina è presentata come specchio di una realtà immaginata, pensata, voluta, non necessariamente reale ma comunque determinante.
(Ruggero Boschi – Sovrintendente Emerito)