Benvenuto sul sito della Compagnia della Stampa
Free Call +39 030 7090600
Carlo e Marco Bonari

MAI TARDI

Fotografie, documenti e diari dal fronte di Emilio Bonari 1940-1945 Francia, Albania, Russia, Italia

25.00

Categoria:
Premessa: Carlo e Marco Bonari
Formato: 213x300x25 mm - pp. 400 - illustrato - copertina semirigida con alette lunghe plastificazione opaca
Edizione: 2012
ISBN: 978-88-8486-519-9
Product ID: 2724

Descrizione

Quando nel 2003 pubblicammo la prima edizione del volumetto “Mai tardi” mai avremmo pensato che, una manciata d’anni dopo, ci saremmo ritrovati di nuovo alle prese con i diari dal fronte di nonno Emilio, alpino da sempre. Pensavamo infatti di aver recuperato e dato alle stampe, una volta sistemati, tutti i ricordi di guerra del nonno e invece il destino, o chissà quale altra forza, ci ha fatto ritrovare nella nostra storica casa di via Mura, a Palazzolo sull’Oglio, altro materiale di particolare valore storico, appartenente ad Emilio e risalente alla seconda guerra mondiale. Documenti e fotografie in quantità (quasi trecento) e soprattutto il diario della campagna in Albania, tra il 1940 ed il 1941. Il diario del fronte russo e della successiva esperienza partigiana, con la trascrizione di tutti i messaggi trasmessi e ricevuti dal nonno alla stazione radio partigiana di Fonteno da lui gestita tra l’aprile 1944 e il maggio del ’45, avevano infatti già trovato spazio nel primo “Mai tardi”.
Pensavamo dunque, nel 2003, di aver esaudito il desiderio di papà Franco (prematuramente scomparso nel gennaio dell’anno prima) di pubblicare i diari di guerra di suo padre e invece oggi ci troviamo ad accontentare nuovamente nostro padre con questa seconda pubblicazione, storicamente più completa soprattutto sul fronte fotografico e documentale.
Quello che oggi ci spinge a presentare al pubblico questa nuova pubblicazione non è certo il desiderio di enfatizzare le gesta di Emilio, per altro uomo ed alpino assai schivo, o di mettere in piazza quelle emozioni o rapporti famigliari che necessitano invece di rimanere chiusi nella sfera dell’intimità, quanto di offrire uno spaccato di storia vissuta. Il raccontare l’esperienza di cinque e più anni di vita al fronte di un ufficiale alpino, tra il 1939 ed il 1945, significa non lasciar cadere nel dimenticatoio un’epopea umana che ha sconvolto tutto il mondo ma che, inevitabilmente per questioni anagrafiche, s’allontana dalle nostre memorie. Trascrivere i diari dal fronte di Emilio significa rivivere e rileggere – senza alcuna ambizione o arroganza interpretativa e di giudizio – un pezzo della nostra storia, tanto globale quanto personale. Perché l’esperienza di nonno Emilio è stata sicuramente condivisa da chissà quante altre migliaia di alpini e soldati, molti dei quali nemmeno hanno più fatto ritorno a casa. È un po’ come onorare, con le pagine scritte da un alpino che è sempre riuscito a salvare la pelle tra il fronte occidentale, greco-albanese e russo prima dell’internamento in Svizzera e della lotta partigiana sui monti di casa, tutti i Caduti e i Dispersi di cui si è saputo poco o addirittura più nulla. Chissà quanti altri occhi disperati Emilio ha incrociato in quegli anni, chissà quanti amici e compagni di sventura ha visto morire, chissà quanto dolore, quante atrocità, quante assurdità. Tutti elementi che non possono essere cancellati con un colpo di spugna ma che devono, a nostro avviso, rimanere impressi nella storia, seppur minore, anche attraverso queste pagine.
È per questo che crediamo, con un pizzico di orgoglio, di offrire un libro d’interesse collettivo, rivolgendoci soprattutto alle nuove generazioni di cui ci vantiamo fare parte ancora. Desideriamo aggiungere una “virgola” in quel mare di parole che ha inondato il più grande ed orribile conflitto del secolo scorso e soprattutto valorizzare la lungimiranza di Emilio che ha scritto e tramandato ai posteri i suoi diari e tutta la documentazione, per decenni rimasti sepolti nel desiderio forse di dimenticare o di non far inorridire. Dimenticati praticamente per oltre sessant’anni, almeno sino alla morte di Emilio.
Infine crediamo che sulla storia degli alpini e di tutti gli altri soldati non sia mai stato scritto a sufficienza, a maggior ragione ancor oggi dove le penne nere (ma non solo) sono impegnate a livello internazionale in missioni di pace e di aiuti umanitari in Paesi tanto lontani quanto difficili.
Questo volumetto è dedicato alla nostra famiglia ed a tutti i nostri cari che hanno già posato lo zaino e sono andati avanti. Ma al contempo vuole essere anche un dono a tutti gli amici Alpini che, da sempre, sono in prima linea.
Una curiosità: perché il titolo “Mai tardi”? Semplice, “Mai tardi” era la speranza a cui si affidava Emilio, il quale auspicava sempre un futuro migliore, nonostante l’orribile realtà che difficilmente concedeva sconti.
(Carlo e Marco Bonari)