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Tonino Zana - Gian Mario Andrico

Ultimi Accordi

parte Prima

18.00

Categoria:
Collana: Narrativa nr. 55
Prefazione: Giacomo Andrico
Illustrazioni: copertina Giacomo Andrico
Formato: 145x210x13mm - pp. 296- copertina con alette su Modigliani
Edizione: 2017
ISBN: 978-88-8486-730-8
Product ID: 3181

Descrizione

Nostra terra
In questi Accordi, concepiti come cartoni per le giornate di un grande affresco, affiorano atmosfere zavattiniane, comprese nel sole, nelle nebbie, nel sudore e negli odori di una terra, la nostra, dalla luce solo apparentemente marginale.
La nostra è una terra di pianura, una pianura che nel suo lento silenzio ha sempre accolto, plasmandole, le più ardite trasformazioni sociali, politiche ed economiche (l’ordine non è casuale).
Le rivoluzioni, qui, sono sempre state raccolte per essere poi ridimensionate al realismo discreto, sobrio e dignitoso che è anima di questa terra.
Tonino e Gian Mario sono due scrittori; scrittori che si chiamano e si raccontano dalla distanza dei loro due diversi paesi di origine.
Il loro dialogo svela interni di case passate, narra di fuochi accesi da mani provate e abitate dal sacrificio.
Le vite dei loro personaggi, nate nei piccoli angoli delle cucine blu delle nonne, crescono per uscire alle contrade e per attraversare poi le Piazze di Paese nell’inconscio desiderio di offrirsi in dono alle vite degli altri.
Questo uscire in Piazza non è forse un primo coraggioso atto poetico e politico che i due cantastorie intuiscono e desiderano raccontarci, prima dell’affermarsi rabbioso delle più strambe rivoluzioni?
Il sentimento della realtà, di una realtà silenziosa, è parte del cuore degli uomini di questa terra.
Uomini con storie di fiumi e di rive, di confini e di strade bianche, storie che chiedono di vivere come immagini necessarie al nostro desiderio di una collettiva solidarietà verso la natura e le persone intorno, e di un intimo bisogno d’infinito.
Non lasciamoli partire questi nostri poeti, narratori di storie.
Non perdiamoli.
Non trascuriamo il loro imponente generoso gesto.
Fermiamoli e, raccontando loro una bugia, diciamogli che non abbiamo capito bene e che le loro storie le vogliamo risentire ancora, e ancora, come si usa fare quando ci si lascia raccontare le storie da chi è più grande di noi.
Non lasciamoli partire, e invitiamoli un’altra volta a sedere al nostro fuoco, al nostro tavolo da osteria, per farci ri-dire da loro, altri accordi, altri patti da poter prendere con questa nostra amabile e umbratile terra.
Giacomo Andrico