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Lucia Cò

Pa’ e marene

Pane e amarene

10.00

Categoria:
Introduzione: Aristide Peli – Fabio Peli – Dario Giorgio Zani
Premessa: Lucia Cò
Illustrazioni: Roberta Pasotti
Formato: 145x210x8 mm - pp. 120 - illustrato b/n - copertina con alette su Modigliani
Edizione: 2009
ISBN: 978-88-8486-370-6
Product ID: 2460

Descrizione

In queste pagine si possono trovare le quotidiane esperienze di ognuno di noi o i ricordi di uno stile di vita passata che purtroppo si è quasi totalmente perso nello scorrere inesorabile degli anni, le abitudini delle persone con i loro modi garbati di agire, di pregare, di vivere e di amare…

Il mondo interiore cerca sempre di esprimersi e comunicare e la poesia è uno dei veicoli più efficaci per dare forma all’inesprimibile. Scrivere poesie è un modo per entrare in intimo contatto con sé stessi, per elaborare il proprio vissuto traendone energia per affrontare e superar le prove che ciascuno incontra lungo il proprio cammino di vita. E così le poesie di Lucia parlano di quello che sente, delle sue emozioni, della sua esperienza facendoci scoprire così il suo ricco mondo interiore, costruito su valori incrollabili quali l’amicizia, la pazienza, la fede in Dio schietta e genuina, la famiglia vista come motore della vita comune e come luogo di rifugio e ristoro di cui la donna, la mamma, ne rappresenta il fulcro. Nei suoi versi si concentrano suggestioni ed emozioni che aiutano a scoprire il senso stesso dell’esistenza del vivere semplice di un tempo, non ancora perduto, in cui l’IO aveva senso solo in quanto parte di un NOI, in cui la sofferenza veniva accettata serenamente e mai vissuta con disperazione. Quanta dignità pur in momenti di dolore acutissimo, quanto amore per i genitori ormai anziani e trasformati dalla malattia che ne inghiotte lucidità, quanta attenzione ai più fragili, quanta speranza riposta nella certezza che il domani, con l’aiuto di Dio, sarà migliore dell’oggi.
La suggestione del significato è amplificata dalla scrittura in dialetto lumezzanese che consente una coloritura di vocaboli ed un’elasticità del contenuto dei termini che permettono di spaziare dall’ironia al dolore fino alle più sottili sfumature di sentimenti senza tanti giri di parole. Il lettore è portato così a riconoscersi naturalmente in quell’“idem sentire” che identifica una comunità omogenea e del quale Lucia ci ricorda la necessità di riscoperta con dolce ma insistente determinazione.