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Giovanni Quaresmini

Neve di primavera

Poesie

12.00

Categoria:
Illustrazioni: Opere di Oscar Di Prata
Formato: 130x180x10 mm - pp.120 -illustrato b/n - copertina semirigida con alette lunghe plastificazione opaca
Edizione: 2009
ISBN: 978-88-8486-393-5
Product ID: 2497

Descrizione

L’ultima lacrima
Mentre accanto al letto le tenevo la mano, una leggera brezza d’aprile percorreva gli imperscrutabili sentieri della sera. A grandi passi, ombre silenziose si addensavano tra misteriose lontananze.
Da giorni non parlava più, né apriva gli occhi, ma sono certo che avvertisse la mia presenza.
Lo capivo dai piccolissimi cenni delle palpebre, dai leggerissimi movimenti delle gote quasi che, a volte, volesse sorridere per comunicarmi che era contenta che io fossi lì con lei.
Quella sera le sussurravo: “Mamma sono qui. Ti voglio bene”.
Ero contento di starle vicino anche quella notte in un’intimità silente che sanciva la saldezza del nostro legame.
All’improvviso, una lacrima, una sola lacrima, l’ultima, le rigò il viso: scia di stella cometa, oceano d’amore materno.
Era l’estremo dono per me, suo figlio. Naufrago.
Capii soltanto “dopo” che, nel momento del trapasso, il suo dolore era per il mio dolore, per il dolore che avrei provato per la sua perdita. Ancora una volta aveva trovato il modo di testimoniarmi il suo amore di madre, incommensurabile.
Questa piccola raccolta di poesie vuol essere un segno di riconoscenza ai miei genitori per tutto il bene che mi hanno voluto e che mi vogliono e, in particolare, per mia madre.
Dopo la sua scomparsa ebbi la consapevolezza del significato di “orfano” in tutta la sua crudezza d’angosciata ed amara solitudine.
Era come se il buio non avesse più sponde e la realtà si rivestisse di un’asprezza mai conosciuta. Mi sentivo solo. Orfano, appunto.
Non avrei più avvertito il suo sguardo avvolgente, la parola ripetuta a “fin di bene”, limpida, disinteressata, semplice e valente nella sua capacità di leggermi dentro.
E neppure avrei più avuto la sua carezza sul capo stanco.
Avevo perso un riferimento fondamentale e un sicuro appoggio.
L’amore materno è un dono che ha a che fare con un senso di certezza e con l’immensità della gratuità perché non lo si deve guadagnare.
Ed a me sembrava d’averlo perso, per sempre.
Ma in seguito, quando la morsa del dolore più tagliente si è attenuata, ho capito che non era così perché mia madre la sento sempre accanto.
Insieme a mio padre e, anche, alla mia sorellina Vanna che non ho mai conosciuto.
(Giovanni Quaresmini)

p.s. Dal profondo dell’animo un atto d’amore a mia moglie Piera, che ha assistito mia madre come una figlia. E anche a mio figlio Luca che, certamente, ha ancora una parte di dolore nascosto dentro di sé.