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A cura di: Vincenzo Rizzinelli e Carlo Sabatti

MARCHENO

nella STORIA e nell’ARTE

50.00

Categorie: ,
Collana: Territori Bresciani storia economia cultura N. 22
Presentazione: Roberto Gitti
Prefazione: Alberto Cavalli
Premessa: Fabio Ferraglio
Formato: 220x294x40 mm - pp. 468 - illustrato colori - copertina rigida cartonata + sovracoperta plastificazione opaca
Edizione: 2004
ISBN: 88-8486-083-0
Product ID: 1898

Descrizione

Nel volume – davvero monumentale – rivivono le vicende di Lé, Marcheno, Parte e Gallinazza, della laboriosa gente che si rese celebre per i suoi acciarini e che vide – intorno al 1508 – il passaggio del grandissimo artista Leonardo da Vinci, interessato ai mantici utilizzati in alta valle, e poi quello del cardinale-arcivescovo di Milano tutto di quella del 1630-31, delle inondazioni del Mella, la più disastrosa delle quali avvenne alla metà di agosto del 1850.
È un’opera che ricostruisce fedelmente le opere ed i giorni di Marcheno e della sua gente. In particolare in questo volume, realizzato da illustri studiosi e storici, oltre i nomi, le fotografie, le vicende umane della comunità, emerge un elemento fondamentale: l’uomo con le sue capacità intellettuali e morali, le sue doti di tenacia, di laboriosità, di coraggio, la sua volontà di essere attivo nel secolare processo di evoluzione civile.
Marcheno, popolosa borgata della Valtrompia centrale, disvela i suoi segreti in questo volume davvero accurato e ponderoso che spazia dalla preistoria alla metà del Novecento.
Carlo Sabatti, storico valtrumplino ed appassionato cultore del patrimonio artistico bresciano, ha coordinato le ricerche archivistiche, talora defadiganti, ma preziose ed indispensabili per ricostruire le vicende umane, storiche, religiose, economiche, sociali della nostra comunità, tra cui Marcheno è una delle più vive ed operose.
Molti Comuni hanno riscoperto, negli ultimi anni, un’attenzione tutta particolare alle proprie radici, una sorta di ricerca delle origini della “civitas” significando, in questo modo, una consapevole presa di coscienza sull’importanza di definire l’identità di una comunità come valore da offrire e da mettere in relazione con quella degli altri: nell’ottica della creazione di un circolo virtuoso, di uno strumento alto di crescita comune.