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Alessio Merigo

La Mesa Roja

LA TRILOGIA DI HARVEY DUKE • 2

16.00

Categoria:
Collana: Narrativa nr. 31
Prefazione: Francesco Lechi
Formato: 145x210x20 mm - pp. 304 - copertina con alette plastificazione opaca
Edizione: 2012
ISBN: 978-88-8486-509-0
Product ID: 2718

Descrizione

…Harvey camminava lentamente, trascinando le gambe lungo il sentiero di terra rossa con lo sguardo fisso nel vuoto. Nella mano sinistra stringeva fra le dita, con tutta la forza che aveva in corpo, un tomahawk e nella destra, per i capelli, l’oggetto della sua triste avventura: una testa mozzata. Ormai era giunto sulla cima della “Mesa Roja”, con il sole del tramonto che lo accecava. Era arrivato sul punto più alto della sua disperazione…

“Quando siete giunti in questo continente
avete trovato un popolo di pelle rossa.
era in armonia con tutti gli esseri viventi.
Ma voi non avete visto la sua bellezza
sul cammino della vostra civiltà,
guardate ora la disperazione
che gli ha dato l’avervi conosciuto.
E in questa disperazione ammirate
quella che ogni giorno date a voi stessi.”
(Nuvola Azzurra, Sioux Lakota)

Nel secondo libro ritroviamo, dopo circa otto anni e svariate avventure, Harvey, diventato, da rampante uomo d’affari, pacato ed amato docente di scienza della finanza internazionale ad Harvard, circondato dall’affetto della moglie Sung Lin e del figlioletto Kim. Una lettera dell’amico, il revrendo Hendrix, riporta Duke ad una dimensione di violenza e sopraffazione.
Egli, valoroso ed onesto, risponde alla richiesta d’aiuto del prete cattolico e si reca nella riserva indiana dei Navajo al confine con l’Arizona, venendo a contatto con questo mondo ricco di fascino e di storie antiche. Harvey diviene, così, il difensore dei diritti dei nativi. Passerà alcuni mesi capaci di mettere in pericolo l’equilibrio psicofisico tanto duramente conquistato. Il racconto si snoda fra scenari mozzafiato, scontri duri e richiami alle radici storiche, mitologiche e culturali dei Navajo, proponendo nuovi personaggi che caratterizzeranno fortemente l’avventura di Harvey. In particolare il vecchio capo Lunghi Orecchini con il quale si instaurerà una relazione straordinariamente profonda. Negli sterminati spazi naturali si compirà, purtroppo, una guerra fratricida senza esclusione di colpi, tra i “buoni”, e i “cattivi”. Alla fine i “buoni” vinceranno, ma la lotta si rivela aspra e terribile, costellata da sofferenze e morti.
Nulla, dunque, sarà più come prima: Harvey Duke, Aquila Solitaria per i Navajo, forgia se stesso sui precetti della filosofia taoista e sui valori di rispetto, solidarietà e amore della civiltà “pellerossa”. Il “nostro eroe” ha attraversato il gran mar dell’essere, ha compiuto il folle volo, ma moderno vittorioso Ulisse è entrato nell’abisso del proprio animo e del mondo per uscirne più forte e sicuro. Il vecchio capo indiano Lunghi Orecchini potrà, accanto al fuoco, pronunciare a proposito del protagonista, alcune parole nella lingua dei suoi antenati che pressappoco suonavano così: «Riposa nella pace del tuo nobile animo, figlio mio!».
Lungo tutta la durata del racconto terrà banco un tema che l’autore ha voluto porre in particolare risalto: i diritti negati dei nativi americani e il loro disperato tentativo di salvare quel che resta della loro identità.