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Uber e Alessia Gatti

Per filo e per segno

Mostra di pittura

Rocca San Giorgio, Orzinuovi (Bs)
29 Agosto – 21 Settembre 2025

38.00

Categoria:
Testi: critici: Giovanni Quaresmini, Valentina Ottoboni, Pierfrancesco Bologna
Prefazione: Laura Magli, Carlo Mario Lombardi, Gianpietro Maffoni
Fotografie: Alessia Gatti
Formato: 210x280x11 mm - pp. 160 - illustrato colori - copertina su cartoncino con alette lunghe - plastificazione opaca
Edizione: 2025
ISBN: 979-12-5671-033-1
Product ID: 6485

Descrizione

Abbiamo condiviso spazi,
idee, silenzi e colori.
Tra una nota stonata
e un’intesa improvvisa
a guardar bene
quel che resta…
ci somiglia!

***

Per Filo e per Segno unisce le opere di UBER e Alessia Gatti, padre e figlia, che intrecciano i rispettivi linguaggi d’arte con le storie personali.
Con questa mostra si concede a UBER il giusto riconoscimento di una carriera poliedrica e infaticabile trascorsa tra pittura figurativa, affreschi, installazioni e performance artistiche meritevoli di attenzione. Uber è stato definito il “maestro dell’istantaneo” alla ricerca dell’eterno e quasi impossibile dialogo tra il mondo dei sensi, la fisicità dei volti e la dimensione onirica, quest’ultima usata a volte come sfondo della condizione umana, altre, come porta d’ingresso per l’anima. La misura gentile nel dosaggio del colore, la grazia triste dei volti e i frammenti di materia trasportano l’osservatore dentro la pittura in un dialogo che lambisce la sottile linea di demarcazione tra l’evocazione sentimentale e l’imposizione visiva che le opere trasmettono. Non c’è nessuna empatia semplificativa e meramente commerciale nelle opere di UBER, al contrario emerge un filo pacato e pudico di luce volta ad illuminare quella parte un po’ segreta e intima del nostro Io.
Alessia Gatti arricchisce questa mostra con tele a mosaico e una grande installazione che rievoca il mito del labirinto, un tema allegorico che ricorre spesso nella psicologia, nella letteratura e nella storia dell’arte. Ciascuno di noi costruisce il proprio personale labirinto dove rincorre felicità e realizzazione dei sogni senza realmente raggiugerli mai proprio per la natura stessa del labirinto.
Con questo gioco allusivo si svela il significato “Duale” della mostra che unisce due linguaggi diversi in una polifonia contemporanea che consente comunque alle caratteristiche e peculiarità dei due artisti di emergere sottolineando l’identità del singolo.