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Francesca Nodari

Il male radicale tra Kant e Lévinas

8.00

Categoria:
Prefazione: Massimo Giuliani - Postfazione: Azzolino Chiappini
Formato: 120x190x12 mm - pp. 160 - copertina con alette su Modigliani
Edizione: 2005
ISBN: 88-8486-172-1
Product ID: 2058

Abstract

Intento di questa ricerca è indagare un lato pressoché inesplorato nella critica su Lévinas: il suo rapporto con la dottrina kantiana del male radicale.
Se la relazione con Kant è già stata indagata, anche per le esplicite ascendenze rivendicate da Lévinas stesso, il nodo aporetico del male radicale è indicata da Francesca Nodari come il filo rosso per ripercorrere il cammino del filosofo ebreo di origine lituana.
Per sorpendere questo tema nelle pagine lévinasiane è necessario scavare a fondo nel pensiero di Lévinas, analizzando con rigore anche le riflessioni non esplicitamente dedicate al problema del male radicale, in un continuo scandaglio critico. È ciò che fa Francesca Nodari in questo studio, nel quale partendo da una rigorosa ricostruzione della concezione kantiana del male radicale passa poi ad analizzare la valenza e la portata di questo tema spesso sotterraneo nell’economia dell’opera tutta del filosofo lituano, concludendo, infine, con un’attenta disamina dei testi nei quali Lévinas discute esplicitamente il nodo del male radicale e delle forme da esso assunte dopo quella cesura della storia che va sotto il nome di Shoà.