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AA.VV.
A cura di: Francesca Nodari

Felicità

Filosofi lungo l’Oglio • 4

15.00

Categoria:
Collana: Filosofi lungo l'Oglio - 4
Introduzione: Francesca Nodari
Formato: 120x190x20 mm - pp. 296- illustrato colori - copertina con alette plastificazione opaca
Edizione: 2011
ISBN: 978-88-8486-494-9
Product ID: 2678

Descrizione

Filosofi che hanno partecipato alla sesta edizione del “Festival Filosofi lungo l’Oglio” nell’estate 2011:

Marc Augé – Roberta De Monticelli – Sergio Givone – Duccio Demetrio – Armando Massarenti – Massimo Donà – Bernhard Casper – Remo Bodei – Salvatore Natoli – Marco Vannini – Maria Rita Parsi – Adriano Fabris ///

Fine ultimo cui ciascuno di noi tende, la felicità risiede nel carpe diem o nella realizzazione della propria potenza? Richiede l’atarassia stoica o non mira che al godimento? In altri termini: felicità come passione dell’ Uno o giusto mezzo nel mondo?
Ma gli interrogativi si moltiplicano: felicità al maschile o al femminile? Terrena o ultraterrena? Individuale o collettiva? Narcisista o altruista? «Sedentaria» o accogliente? Per pochi istanti o per una vita intera?
E che dire del rapporto cruciale tra felicità e bisogno e dell’intimo legame con il desiderio, la verità, la libertà, la temporalità, la scrittura? Si può essere felici da soli e cosa fa di una vita un’esistenza compiuta? Quali sono le strategie per farne buon uso e in cosa consiste la fecondità del bene? È felice chi è fortunato o è fortunato chi è felice? Ha forse un luogo la felicità o conosce dei confini? È nell’abbraccio degli amanti – nella carezza che li trattiene – o nell’estasi del mistico che si svuota del sé? Corrisponde alla calma piatta del mare o è puro vortice?
Un susseguirsi di interrogativi cui ciascun relatore tenta di dare una risposta mostrando insieme la complessità e la problematicità del tema in oggetto. Un filo rosso li unisce: la domanda sembra spostarsi progressivamente dal «che cosa è la felicità?» al «chi è colui che è felice?», nella convinzione che la filosofia somigli sempre più a quel pane della terra di cui si nutre «l’uomo bisognoso» dei nostri giorni.