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Agostino Gallo
Le Venti Giornate dell'Agricoltura e de' Piaceri della Villa
Ristampa anastatica dell'edizione del 1775
Speciale ristampa per l'evento dell'EXPO 2015 di Milano con tematiche che A. Gallo avrebbe condiviso
Nel corso del ’500 vengono gettate le basi teoriche per una nuova agricoltura, una rivoluzione o meglio un rinascimento, che sconvolgerà successivamente i sistemi agricoli e porterà ad un netto miglioramento delle tecniche agronomiche. Uno tra i principali esponenti di questa nuova linea di pensiero è Agostino Gallo. Bresciano, studioso di problemi agrari e scrittore di agronomia Gallo pubblica nel 1564 il trattato “Le dieci giornate della vera agricoltura”. Giornate che più tardi diventeranno prima “Tredici”, e con una terza ristampa infine “Venti”. Un’opera capitale a livello europeo, che conoscerà 27 edizioni nell’arco di due secoli, sino alla metà del ’700. Il Gallo dedica ampio spazio nei propri libri alla coltivazione della vite e alla produzione del vino. Un elemento che denota l’importanza della bevanda nella cultura italiana del rinascimento. Il vino dei nobili è una realtà che affonda le proprie radici nella storia stessa della viticoltura. Sin dal periodo greco-romano i patrizi e la plebe bevono vini completamente diversi. Quello della nobiltà è un vino pregiato, di lusso, che nulla ha a che fare con la “bevanda”, così spesso viene definita, destinata al popolo. Da sempre, infatti, la nobiltà ha a disposizione vino di lusso, che proviene da territori anche molto lontani. Fino al ’400, il vino alla “moda” o meglio di prestigio è quello greco e grecizzante – bianco, dolce, moscato, liquoroso e molto alcolico. Con il collasso dell’impero bizantino a metà del ’400, del tutto scomparso il commercio genovese nel Levante e di molto ridotto quello veneziano, questo tipo di vino inizia a scarseggiare sulle tavole. In questo periodo s’impose pian piano un nuovo tipo di vino di lusso destinato alla nobiltà; rosso, limpido e chiaro, delicato e non dolce ma gradevolmente profumato, più vicino alla moda francese. Perdono di importanza e attrattiva i vini lavorati con miele, zucchero o spezie ed essenze profumate, ma rimane sempre vivo, pur se di molto ridimensionato, un certo gusto per i vini dolci e liquorosi, soprattutto in occasione di banchetti e cerimonie. La preferenza generale è per i vini d’annata, com’era stato per tutta l’età medievale e non da invecchiamento. Il Gallo ha ben presente questa situazione tanto da porre subito chiare differenze tra il vino del ricco e quello destinato al popolo. …
  • Genere: Saggistica
  • Collana:
  • Formato: 173x240x38 mm - pp. 614 - ill. - copertina su Modigliani con alette lunghe
  • Edizione: 2015
  • ISBN: 978-88-8486-290-7
  • Prezzo: 25.00 €
Disponibile

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