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Paolo Bolpagni
BRESCIA - Bellezza sorprendente
BRESCIA - Breathtaking beauty
Prefazione di Emilio Del Bono
Con il contributo: un saggio su Palazzo Loggia di Franco Robecchi
Questo libro si propone come un viaggio alla scoperta di Brescia, con l’intento di mostrarne le bellezze sorprendenti, di cui molti stessi suoi abitanti non sono consapevoli. Una città ricchissima di arte e di testimonianze storiche, unica nella sua identità particolarissima, posta a mezzo tra Lombardia e Veneto, tra Milano e Venezia, tra montagna e pianura.
Molti “forestieri” che l’hanno visitata sono rimasti sbalorditi dall’imponenza e importanza delle vestigia romane, tanto da definirla una sorta di “Pompei del nord”. Ma Brescia è anche la città dei Longobardi, di re Desiderio, del complesso di San Salvatore; dell’architettura medievale irripetibile del Duomo Vecchio, una straordinaria cattedrale “Rotonda”, costruita nell’XI secolo sul modello dell’originaria Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Ci saranno poi la gloriosa età comunale con le sue testimonianze (il Broletto su tutte), l’effimera signoria di Pandolfo Malatesta (che però porta a Brescia un artista come Gentile da Fabriano), e in seguito l’esplosione del Rinascimento, di cui la città diventa una “culla” feconda, iniziando a gravitare su Venezia, ma con un’autonomia e un genius loci che la rendono sempre peculiare: ecco dunque il fiorire di una scuola pittorica tra le più importanti della storia dell’arte (da Foppa a Romanino, da Moretto a Savoldo), e la costruzione del Castello e del Palazzo della Loggia.
Poi il Seicento e il Settecento dei sontuosi palazzi e dei cicli decorativi, dell’imponente Duomo Nuovo (la cui cupola, per altezza, nella Penisola cede lo scettro soltanto a San Pietro e alla fiorentina Santa Maria del Fiore), ma anche della nascita di quello che sarà il Teatro Grande; l’Ottocento classicista e risorgimentale, dalla Repubblica Bresciana d’epoca napoleonica alle Dieci Giornate del 1849; la fervida stagione a cavallo del secolo, sotto il segno di Giuseppe Zanardelli, della modernizzazione, dell’Esposizione del 1904, della nascita del Teatro Sociale, dell’esplosione del Liberty. Verranno poi, nel Ventennio, l’architettura littoria di piazza della Vittoria (con quello che fu il primo grattacielo d’Italia) e, nel dopoguerra, gli Spedali Civili, straordinario esempio architettonico e urbanistico, oltre che di qualità della sanità pubblica.
Ma Brescia non è una città ripiegata sul passato, perché sa guardare con coraggio al futuro, e costruisce, a partire dalla fine degli anni Settanta, il centro direzionale di Brescia 2, con alcuni smaglianti grattacieli ed esempi della migliore architettura moderna. Fino alla nascita della metropolitana, una delle più avanzate e belle d’Europa, con fermate sotterranee che costituiscono autentici capolavori dell’ingegno contemporaneo.
Una città con due cattedrali, con due palazzi del potere civico (il Broletto e la Loggia), con tante chiese e palazzi, con ben quattro piazze nel raggio di poche centinaia di metri, con una scoscesa altura al proprio centro, sormontata da un magnifico bastione e ricoperta su una delle sue pendici – caso pressoché unico – da un vasto vigneto (nel bel mezzo del centro storico!).
Quante singolarità, quanti primati! Scherzosamente, si dice anche che, se nel 1848 i Milanesi combatterono e resistettero per Cinque Giornate contro il dominio asburgico, i Bresciani, l’anno successivo, raddoppiarono con le gloriose Dieci Giornate.
E non dimentichiamo che Brescia ha dato i natali a uno dei più grandi pontefici del Novecento, il “traghettatore” del Concilio Vaticano II, Giovanni Battista Montini Paolo VI, beatificato il 19 ottobre 2014 da Papa Francesco: un gigante della storia recente, al cui nome la città resterà sempre legata.
Tipico del visitatore che capita a Brescia quasi per caso è lo stupore per la varietà, la bellezza e l’atmosfera speciale, che magari non trapelano subito del tutto, ma che, una volta sprigionatesi, emanano un fascino che non si dimentica più, da lasciare senza fiato.
L’intento di questo libro è quindi di far scoprire e di rivelare al lettore, nei suoi monumenti più famosi (a cominciare dalla Loggia, oggetto del saggio introduttivo di Franco Robecchi), ma anche negli scorci meno scontati, una delle città d’arte più splendide e accattivanti d’Italia, sulla scorta delle meravigliose immagini realizzate dai fotografi Marco e Matteo Rapuzzi, che ho voluto disporre secondo un itinerario visivo che parte dall’antichità per arrivare all’oggi, anzi al futuro!
(Paolo Bolpagni)
  • Genere: Libri d'arte
  • Collana:
  • Formato: 250x340x30 mm - pp.320 - illustr.col - copertina cartonata + sovracoperta con alette plastific opaca
  • Edizione: 2015
  • ISBN: 978-88-8486-656-1
  • Prezzo: 60.00 €
Disponibile

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